LE NOSTRE VACANZE….

Tutte le nostre vacanze, per diversi anni, sono state un viaggio in Europa.  Eravamo così organizzati: i nostri due figli raggiunta l’età tra i 12 e 14 anni, d’estate andavano in Inghilterra o in Irlanda per frequentare i corsi estivi di lingua inglese. Alla fine del corso noi genitori eravamo pronti ad accoglierli e a questo punto iniziava il viaggio. Passano gli anni i figli crescono, arrivano i nipoti e la storia si ripete, invece dei figli ci fanno compagnia le nostre nipotine

Mi ricordo in particolare di due viaggi in Francia che hanno avuto un forte impatto sulle mie nipoti. La meta di questo primo viaggio è la Provenza, con noi nonni viaggeranno le nipotine più grandi, Cecilia 10 anni e Giulia 6. Arriviamo ad Arles nel tardo pomeriggio, troviamo alloggio in una antica locanda con un buon ristorante, sarà il nostro punto di partenza per le escursioni in quella affascinante regione.

Dopo colazione iniziamo la nostra visita alla città. Percorriamo strette strade medioevali con importanti palazzi come in quasi tutte le antiche città in Francia, ma fatti pochi passi ecco davanti a noi l’Anfiteatro ellittico ben conservato e tutt’ora in uso (pare che vi si svolgano le corride). Ecco la città romana, abbiamo percorso molte strade con molte vestigia romane, dal teatro in parte conservato fino ad arrivare alla necropoli di “Alyscamps” dove ai lati di un lungo viale alberato erano allineati moltissimi sarcofagi. Avevamo camminato tanto, perciò stanchi e affamati ci rifugiamo in un ristorante. Nel pomeriggio visita al museo Arlaten dove si trova la collezione delle tradizioni e delle arti provenzali. La ricostruzione di interni con mobili, vestiti, attrezzi ecc. racconta il mondo della Camargue e della vita dell’uomo tra fiume e palude. La visita al museo ha colpito molto le ragazzine, sembravano molto interessate alla vita quotidiana delle persone di un tempo. Il giorno dopo ci immergiamo nella natura selvaggia di una regione formata, nei secoli, dalle grandi piene del Rodano che con il suo delta ha creato la Camargue. La nostra meta è il Santuario dedicato alle Sante Marie del Mare protettrici degli zingari. La gita è stata fantastica in quel deserto in miniatura sotto un magnifico sole che trasformava tutto in oro: era il colore dominante della sabbia e della vegetazione delle zone paludose dove pascolavano cavalli o tori neri dalle lunghe corna. Il paese di Santes Maries de la Mer era invaso da nomadi nei loro costumi tradizionali, pellegrini al Santuario delle loro protettrici. Nel pomeriggio, lasciato il folklore degli zingari, ci dirigiamo verso Aigues Mortes, una città-fortezza con un porto fatta costruire nel XIII sec. dai Re di Francia San Luigi e suo figlio Filippo III. Da questo porto fortificato partivano verso la Palestina le navi dei Crociati. Ci prendiamo un giorno di riposo passando la giornata sulla terrazza della locanda con qualche gelato commentando quanto avevamo visto i giorni precedenti.

Il giorno dopo in programma c’era la visita ad Avignone la città dei Papi. Una bella città a nord di Arles in riva al Rodano sovrastata dalla residenza dei Papi. Ci volle tutta la mattina per visitare la sede papale dove tutto è grandioso: dagli scaloni alle Cappelle con importanti affreschi fino alle stanze del Papa e degli alti Prelati. Dopo pranzo, stanchi per la visita ai palazzi, preferiamo fare un giro in macchina verso le colline coperte da vigneti fino a Chàteauneuf-du-Pape, tipico villaggio di vignaioli posto al centro della zona dove si produce un vino pregiato a cui il villaggio ha dato il nome. Nel tornare ad Arles. con una piccola deviazione, arriviamo presso il famoso ponte dipinto da Van Gogh. Ecco l’indimenticabile spettacolo di “Le Pont de Langlois” immerso nei colori di un fantastico tramonto. E’ arrivato il momento di ritornare a casa! Lasciamo la Provenza viaggiando verso nord-est in mezzo a campi di lavanda in fiore che si estendono fino ai piedi delle Alpi Marittime. Iniziano le prime salite tra boschi e verdi pascoli. Dopo qualche Km. cominciano i tornanti che ci portano a quota 2.000 mt. fino a Barcellonette ed il Col de Larche che segna il confine con l’Italia. Scendiamo a Cuneo poi in autostrada raggiungiamo Torino e Milano.

La meta del secondo viaggio è “Normandia e Bretagna”. I nonni questa volta avranno la compagnia di Giulia 8 anni e Teresa 6 anni. Attraverso la Svizzera entriamo in Francia a Ginevra. Percorriamo un lungo tratto di strada verso ovest visitando interessanti città come Bourg-en-Bresse, Moulins e Bourges tipiche della Francia centro-meridionale. Da Bourges verso Tours entriamo nella valle della Loira. Occorrono due giorni per visitare i Castelli scelti per la loro importanza storica. Iniziamo con il Castello di Chenonceaux uno dei migliori esempi del Rinascimento francese, voluto da Caterina de Medici su uno degli affluenti della Loira. Le sale del castello sono arredate con pochi mobili, poi le pareti sono coperte da grandi arazzi che raccontano la vita dei nobili abitanti. Nel pomeriggio cerchiamo un ristorante ed un albergo per due notti, poi verso il tramonto ci rechiamo a visitare il Castello di Chambord, trattasi di una grande costruzione che ha subito molte modifiche e ampliamenti pertanto sono presenti tutti gli stili sino a quel tempo conosciuti dal gotico al rinascimento. Scesa la notte inizia lo spettacolo di luci, canti e musica. Assistiamo all’affascinante evocazione storica della vita al castello, era uno dei primi spettacoli chiamati “Son et lumiere”. Il giorno dopo visitiamo l’antico castello di Amboise dove la parte antica  gotica ha subito, nei secoli successivi, modifiche e ampliamenti. Vi lavorarono anche maestri italiani. Il Re Luigi XII, per completare i lavori ha fatto venire dall’Italia Leonardo da Vinci che muore, al Clos Lucé, nel 1519. Notevole è la vicina cappella Saint Hubert. E’ un gioiello di stile gotico fiammeggiante con una facciata ornata da un altorilievo appoggiato su una lastra di granito sotto la quale riposerebbero le spoglie di Leonardo da Vinci. Pomeriggio di riposo. Visitiamo il centro di Tours, tipica città francese carica di storia con molti monumenti a ricordo di fatti o di personaggi storici del passato. E’ l’ora della merenda ci sediamo al tavolino del bar, chiedo un gelato per tutti, il cameriere ci propone l’”ile flottant” una cosa meravigliosa! Si tratta di una grossa palla di gelato galleggiante in un piccolo lago di crema alla vaniglia. Queste soste ci permettevano di parlare di quanto avevamo sentito e visto e soprattutto per rispondere a qualche centinaio di perché delle bambine.

L’indomani partiamo presto verso nord per trovarci alla sera vicino alla Manica. In circa un’ora arriviamo a Le Mans, una bellissima città murata ricostruita dopo la guerra con le stesse caratteristiche di prima dalla quasi totale distruzione. Dopo questa breve sosta partiamo verso nord su strade interne. Dopo qualche Km. Teresa, la piccola, molto candidamente dice “Lo sai nonna che Giulia non è brava in aritmetica perché non sa le tabelline”. La nonna subito fa ripetere a Giulia le tabelline ed ogni volta che sbagliava, implacabile, le faceva ripetere tutto. Dopo circa 200 Km. tutti sapevano a memoria le tabelline. Quel giorno, per pranzo, abbiamo mangiato i panini comprati a Le Mans. Abbiamo attraversato la parte della Normandia più ad est in modo di arrivare direttamente alla Manica: trovato l’albergo usciamo per cena e poi subito a letto, ci attendeva una lunga giornata. Partiamo presto per visitare spiagge famose. Dopo pochi chilometri troviamo le tracce della guerra: grossi carri armati posti come monumenti a ricordo dello sbarco. L’emozione più grande è stata la visita alle due note spiagge: Utah Beach e Omaha Beach dove ancora si vedevano le carcasse dei mezzi da sbarco. Il viaggio continua e questa volta la nonna ha molte cose da raccontare sul D-DAY Attraversiamo un lungo tratto di Normandia tra verdi pascoli e frutteti, punteggiati da bianche e fiorite dimore di contadini. Ci fermiamo per pranzo a St. Malo e questa volta ci permettiamo, per antipasto, una mezza dozzina di ostriche. Ormai siamo in Bretagna, percorriamo un tratto di costa per poi deviare verso l’entroterra attraversando tipici villaggi. Il clima non è certo quello della Provenza, da qualche giorno viviamo sotto un cielo grigio che rende il paesaggio molto triste. Verso il centro della Bretagna, zona abitata dai Celti già dal III millennio A.C. incontriamo diversi tipi di Dolmen: sepolture ricoperte da enormi massi di granito. Osserviamo anche grandi aree circolari o ovali circondate da menhir e usate come luoghi di culto. Dal centro della Bretagna torniamo verso la Manica. Percorriamo un tratto di costa verso ovest quando incontriamo St. Pol-de-Leon una piccola città che aveva tutte la caratteristiche di un luogo di vacanze. Ci sistemiamo in albergo. Nei giorni seguenti facciamo delle interessanti passeggiate visitando centrali elettriche o mulini che funzionano con l’energia della marea che in quella zona raggiunge circa 2 metri. Con una piccola motonave facciamo una mini crociera visitando delle isole poste a qualche miglio dalla costa. Per pranzo sbarchiamo sull’isola più grande abitata da pescatori. Una intera giornata in mare aperto in balia dell’onda lunga dell’Atlantico.

Non ci resta che visitare Brest, trattasi di una bella città ricostruita dopo la guerra in quanto era e lo è tutt’ora una grande base navale della Marina Francese. Mentre ci troviamo nel centro storico della citta improvvisamente un forte vento freddo ci costringe a trovare riparo nel vicino Museo Oceanografico. Fu una visita molto interessante. Attraversiamo diverse sale con grandi acquari di pesci dei mari del nord ci siamo fermati davanti alla vasca delle foche ed a quella dei pinguini che, per la gioia dei visitatori, si esibivano con capriole tuffi, ecc. . Nell’ultima sala, al centro, c’era una lunga vasca profonda 15-20 cm. di acqua di mare con la sabbia sul fondo e tanti tipi di conchiglie, stelle marine e pesci: il tutto posto ad altezza di bambino. Le ragazzine si accorgono subito che le stelle marine sono sole mentre ad una certa distanza si ammassavano i diversi tipi di molluschi. Spiego a loro che le stelle marine si cibano di conchiglie e se volevano la prova dovevano prendere una stella e metterla vicino ai molluschi. Giulia ha subito preso la stella marina più grande e la messa vicino al gruppo di conchiglie, incredibile la spettacolare fuga dei molluschi. Alle pareti della sala su scaffali c’erano molte vasche di piccole dimensioni contenenti acqua di mare sul bordo delle quali era stato applicato un microscopio. Le vasche erano poste su due file, una ad altezza di bambino l’altra ad altezza adulti. Per ogni vasca era indicato il tipo dei tanti microorganismi che formano il plancton. Il difficile fu staccare Giulia dai microscopi ed ancora più difficile spiegare come i più grandi abitanti del mare potessero nutrirsi con quelli microscopici. Il viaggio è finito. Con una tappa a Chateauroux (città posta al centro della Francia) riusciamo in due giorni a percorrere i circa 1400 Km. che ci separano da casa. Per qualche anno ancora abbiamo fatto altri viaggi, poi le ragazze sono cresciute ed hanno preso la loro strada.

A causa dello spazio ho descritto in modo molto sintetico i viaggi. Mi piacerebbe sapere se per le mie nipoti di 10- 8 e 6 anni, avide di sapere e piene di curiosità, questi viaggi siano stati importanti per indicare loro la strada della vita.

 

P.S.     Cecilia la maggiore ha studiato lingue vive e lavora da 4 anni a Shanghai ed è felice.

Teresa la minore ha studiato arabo, in questo momento si trova ad Amman per uno stage in lingua araba. Entro l’anno prenderà la 2° laurea

Giulia invece, dopo la laurea in biologia, vuole lavorare nel campo della ricerca pertanto entro l’anno terminerà i suoi studi con una laurea in biologia marina.